Investimenti Sostenibili 4.0: fino al 75% tra fondo perduto e tasso zero per le PMI del Sud

9 agosto 2026 · 3 min di lettura #investimenti sostenibili 4.0#fondo perduto#transizione 4.0#Mezzogiorno#MIMIT#Invitalia#PMI

Investimenti Sostenibili 4.0 è la misura del MIMIT, gestita da Invitalia, che sostiene i programmi di investimento innovativi e sostenibili delle micro, piccole e medie imprese del Mezzogiorno. La copertura arriva fino al 75% delle spese ammissibili: 35% a fondo perduto e 40% come finanziamento a tasso zero. In questa guida vediamo a chi si rivolge, cosa finanzia e come prepararsi in vista dell'apertura dello sportello.

Che cos'è Investimenti Sostenibili 4.0

L'agevolazione finanzia progetti che coniugano tecnologie 4.0 (il piano Transizione 4.0) e sostenibilità ambientale ed energetica. L'obiettivo è aiutare le imprese del Sud a modernizzare gli impianti, ridurre i consumi e aumentare la competitività. La dotazione complessiva è di 448 milioni di euro, di cui il 25% riservato a micro e piccole imprese.

A chi si rivolge

Possono partecipare le micro, piccole e medie imprese (MPMI) con almeno un'unità produttiva in una delle 7 regioni meno sviluppate del Mezzogiorno:

  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia

Se la tua impresa ha (o aprirà) una sede operativa in una di queste regioni, rientri nel bacino dei potenziali beneficiari.

Quanto puoi ottenere

Il contributo copre fino al 75% delle spese ammissibili, così suddiviso:

  • 35% a fondo perduto (contributo non restituibile);
  • 40% come finanziamento agevolato a tasso zero.

Il programma di investimento deve avere spese comprese tra 750.000 e 5.000.000 di euro e comunque entro il 70% del fatturato dell'ultimo bilancio approvato.

Cosa finanzia

  • Macchinari, impianti e attrezzature con tecnologie 4.0;
  • Programmi informatici, software e licenze correlate;
  • Opere murarie, entro il 40% dei costi;
  • Certificazioni ambientali ed energetiche (ISO 14001, ISO 50001, EPD).

Requisito chiave: le spese in tecnologie abilitanti della Transizione 4.0 devono essere preponderanti, cioè superiori al 50% del totale dei costi ammissibili. È l'aspetto su cui si gioca l'ammissibilità del progetto e va documentato con una perizia tecnica.

Quando si presenta la domanda

È una misura a sportello sulla piattaforma di Invitalia: le domande si precompilano dal 10 settembre 2026 e si inviano dal 6 ottobre 2026, fino a esaurimento delle risorse. I riferimenti normativi sono il DM 18 marzo 2026 e il Decreto Direttoriale del 5 agosto 2026. Trattandosi di uno sportello a esaurimento fondi, arrivare pronti al primo giorno utile fa la differenza.

Come partecipare con OPTA

OPTA Consulting affianca l'impresa in tutte le fasi: verifica gratuita dei requisiti (dimensione, territorio, importo, contenuto 4.0), costruzione del piano di investimento e classificazione delle tecnologie 4.0, fino alla presentazione della domanda e alla rendicontazione. La success fee si paga solo se il contributo viene approvato.

Puoi verificare in un minuto se la tua impresa rientra, direttamente dalla nostra pagina dedicata:

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Domande frequenti

La mia impresa è in Sicilia, Puglia o Campania: posso partecipare?

Sì. Tutte e sette le regioni meno sviluppate del Mezzogiorno sono ammesse.

Qual è l'investimento minimo?

Il programma di investimento deve partire da 750.000 euro (e non superare 5 milioni, né il 70% del fatturato).

Cosa si intende per investimento 4.0?

Il progetto deve utilizzare in modo preponderante le tecnologie abilitanti della Transizione 4.0: automazione avanzata, IoT industriale, robotica, integrazione dei sistemi, simulazione, software avanzati.

Vuoi capire se hai i requisiti per questo tipo di bando?

Un consulente OPTA valuta gratuitamente la tua situazione e ti dice quali agevolazioni puoi ottenere.

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